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Inghilterra verso l'Open Source, e l'Italia?

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Scritto da Veleno77   

Anche la Gran Bretagna decide che sia arrivato il momento di passare ad un utilizzo più massiccio del software Open Source, la notizia è stata data qualche giorno fa e ne ha preso eco OSsBlog, nello specifico anche i Britannici accelerano i tempi per l'utilizzo di software libero nei servizi pubblici. Il ministro del dipartimento digitale inglese ha inoltre rinnovato un appello verso le istituzioni pubbliche che dovrebbero evitare , ove è possibile , di rimanere bloccati dalle politiche del software proprietario, e utilizzare invece la controparte libera. La Gran Bretagna non è il primo paese a puntare nell'immediato futuro sull 'Open Source, infatti prima di lei già molti paesi in via di sviluppo, la Francia (con l'uso di Open Office nelle amministrazioni pubbliche), Cina, Russia, America, ecc...  Ed in Italia?

In un periodo di crisi mondiale, il software libero pare risultare una risposta invitante in molti ambiti, per rimanere al passo coi tempi e nello stesso tempo contenere i costi, certo per certi versi non è bello considerare che bisognava aspettare una crisi di tale livello per spingere anche i più scettici verso queste alternative, ma è vero anche che purtroppo l'economia e l'industria ragionano in modo tutto loro, e la prima cosa che non vogliono e ritrovarsi a piedi con un software che non capiscono, oppure sborsare soldi inutilmente. Ad oggi le soluzioni Open Source maturano in modo esponenziale, fornendo buoni supporti, documenti certificati iso, e prezzi bassi o nulli.

Ma se nel mondo la considerazione verso questo settore sta cambiando come siamo messi qui in Italia? Bhe stranamente vi sono delle realtà comunali che già adottano software Open Source, ma a livello nazionale non si è mai giunti ad una vera e propria presa di posizione, anzi alcuni segnali facevano presagire una tendenza contraria. Eppure già molti dati alla mano che si possono trovare in rete dimostrano che la maggiorparte delle imprese che operano in questo settore e forniscono servizi legati al software libero, siano quelli che meno stanno risentendo della crisi. Red Hat su tutte, ciò nonostante vi sono esempi in cui la crisi si è fatta sentire comunque, togliendo la  società  francese Mandriva che da anni attraversa ciclicamente delle crisi, (schiacciata da Red Hat e Novell), tra cui proprio Novell che ha annunciato tagli al personale, ma non sarebbe anche in questo caso la prima volta, se nonchè i tagli riguardano anche il settore di sviluppo, infatti il ramo di sviluppo dei driver RadeonHD di cui Novell sponsorizza rischia una paralisi poichè i principali cervelloni sono stati liquidati.

A tirare comunque le somme per quanto riguarda il software libero in Italia ci penserà un summit organizzato per il 10 Marzo prossimo, in cui si presenterà uno studio in materia sulla diffusione e sullo stato di salute di questo settore, presieduto nientemeno che da Sun Microsystem Italia. Il convegno si terrà al parco Scientifico Tecnologico di Venezia alle ore 15,00, inoltre sarano presenti esponenti universitari e punto informatico. Non ci resta che attendere quali siano i risultati, e sperare che anche dall'alto il governo italiano si muova in questa direzione, visto che ultimamente anche in ambito di Commissione Europea vi sono stati segnali positivi in merito. Ricordo che anche la sola adozione di Open Office farebbe risparmiare molti soldi alle amministrazioni comunali.


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