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ext3, ext4, ReiserFS, Reiser4fs,  JFS, NTFS, XFS
Kernel :
2.6.27.19


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Scritto da Veleno77   

MANDRIVA

mandriva linuxMandriva (ex Mandrake Linux) nasce nel 1998 basandosi su Red hat e fornendo una distribuzione con ambiente grafico Kde di default. Col tempo si è sempre più distaccata da Red Hat seguendo uno sviluppo a sé stante, pur continuando a sfruttarne il sistema di paccheti .RPM. Dal 2005 a seguito di una causa sul copyright del nome (mandrake) e dell'acquisizione della società Connectiva, nasce Mandriva. Più recentemente acquisirà anche Lycoris.
Mandriva è quindi una società che offre una distribuzione GNU/Linux a pagamento (il supporto e l'implementazione di software proprietario) ed una versione completamente gratuita.
Prima della nascita di Ubuntu, Mandrake/Mandriva era considerata da tutta la comunità “la distribuzione di passaggio”, ossia la distribuzione consigliata per chiunque si avvicinasse al mondo Linux e Open Source (ovviamente della sua versione Free), merito soprattutto oltre che alla sua semplicità, al suo ottimo riconoscimento hardware, ed ebbe un periodo molto florido di popolarità.

Questa “etichetta” è veritiera poiché bene si adatta dato le sue peculiarità, ma che ne minò anche il suo successo. In effetti è comunque troppo limitativo un aggettivo simile, e anche a causa di alcuni problemi di instabilità di sistema di alcune versioni abbinato al successo di Ubuntu, trascinarono questa distribuzione verso una scarsa aderenza.
Tutto questo portò ad una riqualificazione interna, di sviluppo, e di nuovi obbiettivi da raggiungere. Mandriva Linux infatti ora si ripresenta al pubblico con una maggiore stabilità, con cicli di uscita semestrali (sulla scia di Ubuntu) e grazie alla sua esperienza si pone a battagliare per la distribuzione più usata insieme a Ubuntu, Fedora e Open SUSE, superando quella etichetta di "prima distribuzione" per poter essere tranquillamente usata per l'uso Desktop e non solo.

Come già accennato nacque da Red Hat da cui eredità sostanzialmente l'impronta del sistema e i pacchetti .RPM. Mandriva però sviluppa un package manager proprio (urpmi) capace sostanzialmente di prendersi carico di tutte quelle azioni proprie di ogni package manager (installazione, rimozione, aggiornamento ecc...). Urmpi risulta abbastanza veloce e solido, è di semplice utilizzo ed è capace di aggiornare e aggiungere nuove voci nelle liste dei repository ( è quindi molto simile ad Apt-Get, dovè però non ne eguaglia la velocità).
Oltre ad Urpmi, Mandriva sviluppa tool grafici (in gergo gui) che ben si interfacciano sia ad esso sia alla configurazione del sistema, risultando una distribuzione user-frendly (semplice da usare e configurare).Il rimpasto portò anche a molti cambiamenti nei repository e nei pacchetti ceduti alla comunità, che attualmente superano i 15 gb, e l'inclusione di default dei driver proprietari.

Attualmente sono supportate le architetture x86 e x86_64, ed è disponibile in tre versioni.

  • One - Versione “mini” compressa in un cd comprendente driver proprietario
  • Free – Versione DVD (o 3 cd) che comprende tutti gli ambienti desktop e solo software Open Source, driver proprietari ed altro sono fruibili attivando altri repository.
  • PowerPack – Versione dvd che include, software proprietario e di terze parti.
Va considerato inoltre che esiste anche una branca di sviluppo chiamata “coocker” a cui si può accedere attivando i dovuti repository, e a proposito di repository bisogna accennare anche i famosi PLF (Penguin Liberation Front) che includono tutti quei pacchetti che per filosofia open source non possono rientrare in quelli ufficiali. Inoltre Mandriva è la prima a commercializzare un sistema GNU/Linux preinstallato su una penna USB (Mandriva Flash), dopo Red Hat e Novell è la terza forza nella commercializzazione di GNU/Linux e partecipa attivamente allo sviluppo dell'open source, soprattutto per quanto concerne l'ambiente desktop, sia come donazioni che come sviluppatori.

Concludendo si può quindi tranquillamente affermare che Mandriva rimane una buona distribuzione per iniziare a lavorare su Linux, semplice da installare con un riconoscimento hardware impeccabile e facile da gestire, anche se non ha una grossa comunità italiana e neanche una documentazione ai livelli di Debian o Ubuntu. Ultimamente è stata rimessa di nuovo in ombra da un fork del suo sistema PCLinuxOS.


LINK UTILI

Home page di Mandriva

Comunità Italiana di Mandriva

Home Page di Easy Urpmi per ottenere la lista dei repository



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